Libri di Riccardo Serraglio
Biografia e opere di Riccardo Serraglio
Ferdinandopoli
Riccardo Serraglio
editore: La Scuola di Pitagora
pagine: 268
In questo volume, Riccardo Serraglio ricostruisce l'iter del progetto della città ideale di Ferdinandopoli, redatto nel 1798 d
Social housing a Caserta negli anni venti del Novecento
Riccardo Serraglio
,
Patrizia Moschese
e altri
editore: La Scuola di Pitagora
pagine: 88
Il presente volume, primo numero della collana "Laboratorio interdisciplinare di documentazione dell'architettura", raccoglie
Architetture per i lavoratori tra Napoli e Caserta. Progetti e realizzazioni dal XVIII al XX secolo
Riccardo Serraglio
editore: La Scuola di Pitagora
pagine: 322
Nel presente volume, l'autore ha composto l'insieme di un patrimonio architettonico di prima qualità e in larga parte inedito, costituito dalle case operaie di Napoli, Caiazzo e Pompei, dagli edifici colonici dell'Opera Nazionale per i Combattenti nel Basso Volturno, dai quartieri popolari e dalle residenze aziendali della città di Caserta, che merita una giusta considerazione da parte della comunità scientifica e un degno riconoscimento nell'esteso e articolato scenario dell'architettura dell'Ottocento e del Novecento, ma pure un'adeguata attenzione da parte delle popolazioni locali.
Il «Regio acquidotto» dell'acqua carolina di Caserta
Riccardo Serraglio
editore: La Scuola di Pitagora
pagine: 130
Lo studio di Riccardo Serraglio sul "Regio Acquidotto dell'Acqua Carolina" , fondato su dettagliate ricerche d'archivio e sulla conoscenza profonda del territorio di appartenenza, si distingue per la trattazione unitaria del sistema territoriale poiché l'eccezionale valore costruttivo dell'opera è avvalorato dall'analisi delle numerose attività produttive istituite nel tempo utilizzando la sua forza motrice. L'acquedotto vanvitelliano risulta essere il perno di un sistema complesso, la cui utilità si riconosce nella vitalità dei centri urbani e degli insediamenti produttivi che alimenta. L'amministrazione borbonica concesse ingenti quantità d'acqua alle popolazioni locali per l'approvvigionamento di centri abitati, dispose mulini e opifici lungo il tracciato dell'acquedotto, istituì le seterie di San Leucio e altre manifatture servendosi delle sue acque, utilizzandole anche per irrigare campi, orti e frutteti. Queste iniziative avviarono lo sviluppo economico e sociale del territorio casertano, trasformando una plaga periferica destinata a una produzione agricola ordinaria in un'area di eccellenza dove si sperimentarono soluzioni agrarie e industriali innovative.
