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Libri di Raffaele Mantegazza

Caro bullo ti scrivo... Lettera a un ragazzo violento da un ex ragazzo violento

Raffaele Mantegazza

editore: Mimesis

pagine: 114

Un adulto si rivolge a un bullo adolescente raccontando la sua storia di ex bullo, i rimorsi che hanno caratterizzato la sua v
12,00 11,40

Educare (con) gli alieni. Manuale di pedagogia per l'anno 2219

Raffaele Mantegazza

editore: Castelvecchi

pagine: 55

Il libro si presenta come un manuale di pedagogia dell'anno 2219, nell'ipotesi che centosessant'anni prima vi sia stato il pri
11,50 10,93

Narrare la fine

Raffaele Mantegazza

editore: Castelvecchi

pagine: 94

Apparentemente avvolta dal silenzio e dalla censura, la morte è oggi in realtà oggetto di un unico discorso, quello della tecn
14,50 13,78

Finire un po' prima. Riflessioni pedagogiche sul suicidio

Raffaele Mantegazza

editore: Castelvecchi

pagine: 60

Questo libro pone la pedagogia e le scienze dell'educazione a confronto con il tema del suicidio, seguendo la tesi secondo cui chi si suicida giunge alla sua scelta al termine di un processo formativo, e autoformativo, di una pedagogia latente e invisibile che è importante indagare. Suicidi non si nasce, ma si diventa costruendo e lasciando costruire la propria identità in un labirinto senza fine e senza vie d'uscita. Le forme attraverso cui si perviene alla scelta vengono analizzate sempre con l'attenzione rivolta ai processi pedagogici che hanno agito nei differenti casi, con una particolare attenzione ai legami relazionali (amici, figli, amanti) e al loro ruolo prima e soprattutto dopo il gesto (che assume in questo senso esso stesso una dimensione pedagogica). Nell'ultima parte del testo si propongono piste di riflessione pedagogica che possano portare a una nuova concezione e consapevolezza della vita e della morte, ed essere messe in campo per percorsi educativi che aiutino a evitare di creare soggetti pronti a "levar la mano su di sé".
11,00 10,45

Color di lontananza. Educazione e utopia in Theodor W. Adorno

Raffaele Mantegazza

editore: Franco Angeli

pagine: 106

L'opera di Theodor Adorno viene indagata in questo libro mettendo in campo due categorie che sembrerebbero estranee al pensatore francofortese: ma l'educazione e l'utopia, (che si incrociano nell'educazione all'utopia), permettono di indagare l'opera di Adorno sotto un punto vista nuovo. La formazione del soggetto, l'antropogenesi, è uno dei fulcri del pensiero adorniano e proprio il punto di vista utopico, insito nello sguardo critico gettato sule pratiche educative del tardocapitalismo, permette di cogliere una via d'uscita da quello che sbrigativamente è stato definito "pessimismo" adorniano. Non è dunque un caso che le tracce di utopia presenti nell'autore siano riferite all'infanzia, al mondo animale e alla natura, agli "scarti del mondo fenomenico", all'arte e alla dimensione estetica: punti di aggancio per una teoria critica dell'educazione che possa portare alla definizione di una pedagogia critica e soprattutto utopica.
13,50

Al passo dei fanciulli. I bambini nella Bibbia

Raffaele Mantegazza

editore: Franco Angeli

pagine: 138

La Bibbia presenta molte figure d'infanzia, sia nell'Antico che nel Nuovo Testamento. Alcune infanzie vengono raccontate, come quella di Gesù, di Esaù e Giacobbe, di Isacco, di Davide; si parla di bambini sacrificati dai pagani al Moloch e di bambini resuscitati, di infanzie tutelate e violate, di ragazzi profeti e di giovanissimi testimoni di miracoli. L'infanzia viene poi usata come metafora: della colpa, dell'innocenza, della tragedia, della cura, della speranza, dell'ignoranza e dell'umiltà. Infine il testo biblico presenta passaggi squisitamente pedagogici, che mettono in scena una re-lazione educativa tra genitori e figli o tra maestri e allievi. Questo libro va alla ricerca dei bambini nella Bibbia incrociando il metodo storico-critico della lettura del testo con una ermeneutica specifica-mente pedagogica. Il testo dunque apre a suggestioni sullo statuto dell'infanzia nel mondo giudaico e giudaico-cristiano ma anche a riflessioni sull'essere bambini ieri e oggi, sull'infanzia come oggetto di narrazione, di metafora, di educazione e di cura all'interno di discorsi sulla trascendenza, sulla fede, sull'Altro.
17,00

Di mondo in mondo. La pedagogia nella «Divina Commedia»

Raffaele Mantegazza

editore: Castelvecchi

pagine: 188

Che cosa impara Dante nel suo pellegrinaggio per i tre regni dell'oltretomba? Da chi lo impara? E come lo impara? Nella convinzione che ogni forma culturale possa avere effetti educativi, intenzionali o meno e, considerato che il viaggio è metafora per eccellenza dell'apprendimento, Raffaele Mantegazza interroga la "Divina Commedia" con l'intento di estrarne l'anima pedagogica. Seguendo le tappe del viaggio oltremondano, l'autore non si sofferma sulla finalità esplicitamente didattica del testo, quella delle spiegazioni teologiche e delle asserzioni morali. L'obiettivo, infatti, è puntato al di là degli aspetti didattici, per mettere a fuoco un percorso di formazione che passa tanto attraverso i sensi, quanto attraverso la mente e viene di volta in volta definito dalle diverse metodologie degli "insegnanti" che Dante incontra lungo il suo cammino. Esperimento aperto ma rigoroso di filosofia dell'educazione, "Di mondo in mondo" si muove nell'infinita ricchezza del poema dantesco, proponendosi come modello per futuri tentativi di ricerca di tracce pedagogiche nell'arte e nella cultura.
18,50 17,58

Diventare testimoni. Riflessioni e percorsi per la Giornata della Memoria a scuola

Raffaele Mantegazza

editore: Junior

pagine: 192

Dedicare un giorno alla riflessione sulla Shoah ha ancora senso? E ha senso nella scuola di oggi, multimediale, multiculturale, plurale? Il testo intende fornire una riflessione sul rischio che la Giornata della Memoria si riduca a un ritualismo poco significativo se non viene considerata come una sorta di visore critico da applicare a tutta l'esperienza scolastica dei bambini e dei ragazzi. L'idea è allora che gli scolari e gli studenti affrontino i temi relativi alla Shoah riportandoli all'attualità con una lettura critica dell'esistente (un esempio: riflettere sullo sterminio dei disabili nella Germania nazista deve portare a uno studio sulla presenza o meno di barriere architettoniche nella nostra scuola). Le proposte vengono declinate a partire dalla specificità psicopedagogica e didattica della scuola primaria e della secondaria di primo e secondo grado, indicando strategie e consigli differenziati per età. Il tutto è presentato in un'ottica interdisciplinare, proponendo che il 27 gennaio costituisca un'occasione per mettere alla prova programmazioni didattiche ed educative più ampie attorno ai temi-chiave della Giornata della Memoria.
15,80 15,01

Lettera a uno studente

Raffaele Mantegazza

editore: Castelvecchi

pagine: 96

11,00 10,45

L'educazione e il male. Riflessioni per una teodicea pedagogica

Raffaele Mantegazza

editore: Franco Angeli

pagine: 144

Perché c'è il male al mondo piuttosto che il bene? La pedagogia del XXI secolo, se vuole liberarsi dagli spazi amministrati che il potere le offre, tra cattedre dal nome fantasioso e inviti ai talk-show, incontra ancora sulla sua strada la pietra dello scandalo che da sempre ha fatto inciampare teologie e sistemi di pensiero, ateismi e religioni, fedi e scetticismi: il soggetto malato, precario, mortale, ferito, leso. "Perché il male?" è la vera domanda ontologica, teologica ed esistenziale; meglio ancora: "Perché le vittime del male, dei mali"? Solo una pedagogia che volesse ancora una volta mettere in scena il tradimento dei chierici, che volesse trasformare l'intellettuale in servo sciocco ma utile della barbarie, può ignorare la forza di questa domanda; solo una pedagogia che si limita ad educare all'esistente - a un esistente rispetto al quale accomodarsi, essere acquiescenti, in una parola essere schiavi - può pensare di costruire le sue categorie a prescindere dall'urlo o dal gemito degli oppressi, come dalla silente sofferenza della creatura, della natura, del Cosmo.
16,50

Manuale di pedagogia interculturale. Tracce, pratiche e politiche per l'educazione alla differenza

Raffaele Mantegazza

editore: Franco Angeli

pagine: 240

L'intercultura è sempre più una scelta obbligata per la pedagogia e per l'educazione: non solo per le migrazioni che caratterizzano massicciamente questo volgere di millennio ma soprattutto perché l'intercultura è un discorso sull'altro e sul diverso, sulla differenza e sulla convivialità. In questo senso non esiste pedagogia che non sia anche interculturale in quanto confronto con queste dimensioni profonde della convivenza e della conflittualità umana. Ma esiste anche una pedagogia interculturale in senso specifico, con le sue teorie e le sue tecniche, i suoi strumenti e le sue categorie. Obiettivo di questo libro è tenere insieme queste due dimensioni, partendo da una analisi delle tracce dell'altro nel pensiero religioso, procedendo a una ricognizione delle pratiche possibili di educazione alla e della differenza e infine interrogandosi sulle politiche necessarie per creare i presupposti di una educazione al dialogo e alla pace. Il tutto nella consapevolezza dell'urgenza per la pedagogia del XXI secolo di confrontarsi con l'aspra bellezza di un mondo costituito da sei miliardi di diversi
25,00

Quando c'era il futuro. Tracce pedagogiche nella fantascienza

Daniele Barbieri, Raffaele Mantegazza

editore: Franco Angeli

pagine: 128

La fantascienza inventa mondi, crea forme di vita, mette in scena futuri possibili; anche l'educazione è un'attività che crea futuro per gli esseri umani. Porre a contatto questi due campi del sapere può essere una sfida interessante. Pensando l'educazione come sfida utopica per mettere al mondo esseri umani che provino a cambiare il mondo, questo testo interroga il genere letterario proprio di Asimov, Dick, Le Guin, Simak e tanti altri proprio nelle sue declinazioni più prossime alla politica e all'utopia. La grande narrativa fantascientifica nei suoi temi più rilevanti (il rapporto con il tempo, l'ecologia, le relazioni di genere, gli esseri artificiali e robotici, il gioco delle generazioni e altri) ci aiuta infatti a trattare argomenti che ritroviamo in modo potente nelle riflessioni pedagogiche. Ne nasce una vera e propria "doppia lettura" che affianca all'analisi letteraria e storica (Barbieri) una sottolineatura pedagogica (Mantegazza), nell'ottica di quella contaminazione tra generi e saperi che ci sembra sempre più strategica per il futuro delle scienze umane.
16,50

Come un ragazzo segue l'aquilone. Metafore dell'educazione

Raffaele Mantegazza

editore: Unicopli

pagine: 202

Il volume intende analizzare le forme e le metafore attraverso le quali si sviluppa il discorso educativo: metafore della vita, del linguaggio e dell'immaginazione.
17,00 16,15

Con la maglia numero sette. Le potenzialità educative dello sport nell'adolescenza

Raffaele Mantegazza

editore: Unicopli

pagine: 122

Il libro cerca di esplorare l'evento sportivo nelle sue strutture specifiche (gli spazi nei quali esso ha luogo, i tempi che l
10,00 9,50
17,00 16,15

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