Libri di Paolo Nicoloso
Biografia e opere di Paolo Nicoloso
La lista di Piacentini. La macchina dei concorsi di architettura durante il fascismo
Paolo Nicoloso , Emre Yurdakul
editore: Gaspari
pagine: 224
Dalle carte di un archivio emerge un lungo elenco di concorsi di architettura, accompagnato da un centinaio di nomi di archite
Gorizia-Nova Gorica. Architettura e urbanistica del Novecento-Arhitektura in urbanizem 20. stoletja
Paolo Nicoloso
,
Ferruccio Luppi
e altri
editore: Gaspari
pagine: 384
Il volume ripercorre attraverso l'analisi di un'ampia documentazione lo sviluppo di un'azienda che avviò la sua attività nel p
Marcello D'Olivo. Tra storia e mito
Paolo Nicoloso , Ferruccio Luppi
editore: Gaspari
pagine: 216
Architetto geniale, con grande voglia di rompere con la tradizione e di stupire, D'Olivo si farà conoscere per le architetture
Marcello Piacentini. Architetti e urbanisti del Novecento
Paolo Nicoloso
editore: Carocci
pagine: 172
Marcello Piacentini ha ricoperto un ruolo centrale nell'architettura italiana della prima metà del Novecento, innanzitutto per
Piacentini a Bergamo 1906-1953
Paolo Nicoloso , Monica Resmini
editore: Gaspari
pagine: 175
Nell'aprile 1906 a Bergamo viene bandito un concorso per la riedificazione della Fiera
Marcello Piacentini. Architettura e potere: una biografia
Paolo Nicoloso
editore: Gaspari
pagine: 359
Chi era Marcello Piacentini? Da dove derivava il suo travolgente successo nel campo dell'architettura, su che cosa si fondava
Architetture per una identità italiana. Progetti e opere per fare gli italiani fascisti
Paolo Nicoloso
editore: Gaspari
pagine: 256
L'architettura nel Ventennio ha svolto un ruolo essenziale nel processo di costruzione di una identità collettiva
Mussolini architetto. Propaganda e paesaggio urbano nell'Italia fascista
Paolo Nicoloso
editore: Einaudi
pagine: 305345
Nel corso degli anni Trenta un instancabile Mussolini percorre in lungo e in largo l'Italia inaugurando centinaia di opere architettoniche. È un attivismo progettuale che assegna un ruolo privilegiato alla città di Roma, dove non c'è opera importante di cui il duce non abbia visitato il cantiere o esaminato il progetto ma che dissemina tutto il paese di una miriade di simboli di pietra, icone del patto politico da lui stretto con il suo popolo. Nuovi e imponenti palazzi pubblici, accanto ai monumenti antichi e gloriosi, costituiscono lo scenario del più ambizioso progetto politico e antropologico mussoliniano: la creazione dell'uomo nuovo fascista, stirpe rinnovata di italiani guerrieri e costruttori. L'architettura diviene così simbolo dell'identità della nazione, efficace dispositivo capace di suggestionare le masse, inculcare i miti, modellare il carattere delle generazioni. Nata per durare, l'architettura mussoliniana si propone di tramandare ai posteri i valori della civiltà fascista allo scopo di ipotecare la costruzione dell'identità nazionale per le epoche che verranno.
Gli architetti di Mussolini. Scuole e sindacato, architetti e massoni, professori politici negli anni del regime
Paolo Nicoloso
editore: Franco Angeli
pagine: 240
Il volume intende tracciare un quadro dell'architettura tra le due guerre
Mussolini architetto. Propaganda e paesaggio urbano nell'Italia fascista
Paolo Nicoloso
editore: Einaudi
pagine: 346
Grazie a un vasto impegno nelle opere pubbliche, la politica urbanistica del fascismo ha lasciato segni in molte città italiane: soprattutto con centri storici ristrutturati e lo sviluppo di insediamenti residenziali suburbani. Le opere pubbliche rispondevano a precise esigenze economiche e assolvevano un demagogico intento propagandistico. Paolo Nicoloso ricostruisce l'attivismo architettonico mussoliniano, in un lavoro che non vuole essere una storia dell'architettura fascista ma una storia dell'architettura come strumento politico. Uno strumento governato direttamente dal Duce, che non si limitava a inaugurare le opere, ma che voleva seguire personalmente i lavori. Mussolini voleva creare uno stato totalitario moderno nel solco di una tradizione millenaria. E l'architettura italiana di quegli anni, dei razionalisti come dei tradizionalisti, oscillò nell'interpretazione di questo rapporto dialettico fra passato e presente.
