Libri di Massimo Capaccioli
Biografia e opere di Massimo Capaccioli
Grattacapi per geni. La scienza e i suoi paradossi
Massimo Capaccioli , Antonino Del Popolo
editore: Carocci
pagine: 174
Non sempre la conoscenza cresce con la stessa fluidità di una marea
Lampi di genio. Nuove storie di uomini e stelle
Massimo Capaccioli
editore: Carocci
pagine: 256
Il "cielo stellato sopra di noi" è stato da sempre fonte di curiosità, motivo di stupore e oggetto di osservazioni appassionat
C'era una volta nel cielo. 30 brevi storie astronomiche
Massimo Capaccioli
editore: Carocci
pagine: 208
Il firmamento è uno scrigno pieno di storie meravigliose
L'incanto di Urania. Venticinque secoli di esplorazione del cielo
Massimo Capaccioli
editore: Carocci
pagine: 532
Oggi sappiamo che l'universo ha avuto origine con un big bang e si è espanso sotto il controllo delle componenti oscure di mat
Luna rossa. La conquista sovietica dello spazio
Massimo Capaccioli
editore: Carocci
pagine: 239
Frenati dalla paura dell'olocausto nucleare, durante la Guerra fredda USA e URSS trasformarono il rischioso confronto militare
Arminio Nobile e la misura del cielo
Massimo Capaccioli , Silvia Galano
editore: Springer Verlag
pagine: 220
La scienza è un'esaltante avventura che è costume raccontare attraverso le gesta dei grandi. Esiste però un'altra storia, altrettanto avvincente ma con poca voce, scritta dai tanti gregari e potenziali campioni cui la sorte, spesso nemmeno troppo cieca, ha negato la gloria. Questo libro parla di uno di loro e del suo piccolo mondo sulla collina di Capodimonte, a Napoli. È la parabola di Arminio Nobile - personaggio notevole eppure poco noto dell'astronomia italiana - svolta sulla scena della nascente astrofisica, in una stagione di grandi transizioni per il Mezzogiorno. Arminio, che era figlio di Giuseppina Guacci, figura di spicco della cultura pre-risorgimentale, e di un valente astronomo della Specola di Capodimonte, scelse di votarsi allo studio del cielo. Osservatore instancabile, appassionato e genialoide, aveva le carte in regola e le motivazioni per "sfondare", ma la fortuna non gli arrise: più volte si beffò di lui, spingendolo su vicoli ciechi che la sua testardaggine gli impedì di abbandonare. Così, quando la grande occasione gli si parò davanti, la riconobbe ma non seppe coglierla appieno, morendo "disperato" come il pucciniano amante di Tosca.
L'astronomia a Napoli dal Settecento ai giorni nostri. Storia di un'altra occasione perduta
Massimo Capaccioli
,
Giuseppe Longo
e altri
editore: Guida
pagine: 328
Napoli entra da protagonista nella storia della scienza di questi ultimi secoli, da Galilei ai giorni nostri, oppure in una veste gregaria? Gli autori analizzano la questione nel contesto di un affresco sulle vicende dell'astronomia nel Mezzogiorno e soprattutto nella sua capitale, dai primi timidi passi dei naturalisti attraverso la storia dell'Accademia e dell'Osservatorio di Capodimonte. Essi individuano i fattori socioculturali che, allora come oggi, sono stati la causa di una scarsa o inefficace partecipazione del Meridione alla scienza moderna, frenando l'espressione di un'intelligenza così vivace, invece, nell'arte e nelle attività umane. Dall'analisi emergono comportamenti, attitudini e limiti che - sostengono gli autori - anche per la loro immutata attualità pare interessante approfondire e comprendere, soprattutto in tempi difficili, segnati da una profonda crisi dei valori e da una forte perdita dell'identità culturale.
