Libri di M. Quaini
Biografia e opere di M. Quaini
Cantiere paesaggio. Materiali per la costituzione degli osservatori locali
a cura di M. Quaini , C. A. Gemignani
editore: Franco Angeli
pagine: 240
Nato dalla lunga collaborazione intrattenuta dagli autori che vi hanno collaborato, il volume riflette sostanzialmente su due
Il geografo alla ricerca dell'ombra perduta. Atti del Convegno internazionale «Da Alberto Ferrero Della Marmora a Maurice Le Lannou...» (1996)
a cura di A. Loi , M. Quaini
editore: Edizioni dell'Orso
pagine: 380
Carte e cartografi in Liguria. Catalogo della mostra (ottobre-novembre 1986)
a cura di M. Quaini
editore: SAGEP
pagine: 296
Paesaggi agrari. L'irrinunciabile eredità scientifica di Emilio Sereni. Catalogo della mostra (Roma, 13 novembre 2011-dicembre 2012)
a cura di M. Quaini
editore: Silvana
pagine: 256
Il volume, speculare alla mostra nata come itinerario iconografico per illustrare la Storia del paesaggio agrario italiano a cinquant'anni dalla sua pubblicazione, per effetto della persistente vitalità di Emilio Sereni si è progressivamente trasformato nello strumento utile a meglio comprenderne la ricchezza dell'opera, dell'archivio e della biblioteca. Gli autori, afferenti a diversi settori scientifici, sono concordi nel riconoscere l'attualità dello studioso che nella sua vita operosa ha saputo riunire non solo impegno politico e ricerca ma anche tante discipline (e relativi metodi di indagine) senza averne mai professato accademicamente una sola! Non è un caso se torniamo a interrogarci sull'eredità di Emilio Sereni a cinquant'anni dalla "Storia del paesaggio agrario italiano" (Laterza, 1961): in un momento storico in cui "il lungo addio" dell'agricoltura e della "civiltà contadina" (di cui il paesaggio è la parlante fisionomia) non ci appare più come il processo fatale e irreversibile di fronte al quale non resta che la rassegnazione. Il fallimento della "rivoluzione verde" a scala globale e i guasti dell'agroindustria a scala nazionale e regionale ci costringono a rileggere il passato secondo una linea che ci impone, non solo di recuperare i saperi locali di una cultura contadina che la storia sembrava aver condannato a un ruolo di subalternità se non di estinzione, ma anche di recuperare, in termini patrimoniali ed economici, i paesaggi rurali di interesse storico...
