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Libri di Letizia Nieri

Percorsi di pietra. Progetti per Barberino Val d'Elsa

Letizia Nieri

editore: EDIFIR

pagine: 48

Barberino Val d'Elsa, come molti altri centri storici minori della Toscana è a tutti gli effetti una preesistenza ambientale degna di essere tramandata, non solo per la sua memoria, ma anche per la sua carica di progettualità, entrambi paradigmi di riferimento per un'idea contemporanea sul valore dello spazio urbano. Anche se minore il centro urbano di Barberino mostra nelle sue misure e nelle sue proporzioni la rappresentazione di un'unitarietà che nel tempo l'architettura ha smarrito: i rapporti tra edifici, il connettivo urbano, i luoghi collettivi, gli ambiti della scena urbana, testimoniano la natura di una città che non nasce per parti ma è espressione di un carattere comune, un carattere che il progetto contemporaneo potrebbe senza difficoltà interpretare. Il disegno della città, dei borghi collinari in Toscana quasi inevitabilmente trae spunto dai segni tracciati nella campagna, dall'ordine naturale dell'ambiente rurale, dalle geometrie dei paesaggi. Il tutto sembra collegarsi ad un'estetica naturale che si fonda sulla tradizione come espressione massima della realtà. I progetti per il centro storico di Barberino intendono operare su quel difficile legame tra passato e futuro, nel tentativo di mantenere inalterato l'alto livello estetico che in Toscana la città riesce ad avere con la campagna. In questi progetti la città murata di Barberino si apre verso la campagna attraverso delle architetture che mantengono un buon livello di lettura del paesaggio circostante.
8,00 7,60

La città dei simulacri. Progettare un edificio a Firenze tra identità e differenza

Letizia Nieri

editore: EDIFIR

pagine: 101

Nella società postmoderna la città perde il contatto con la realtà, si derealizza e complice è il divenire continuo dei linguaggi e il loro autogenerarsi. L'architettura stessa perciò non rappresenta la realtà, ma la ripete attraverso la Tecnica. Il segno dell'epoca classica è morto. Nella Città dei Simulacri si formano nuovi codici e segni che determinano altre relazioni. Diversamente con il pensiero postmoderno. Deleuze afferma che è necessario andare verso il "nuovo" che si attua attraversa la ripetizione, che è movimento e non più rappresentazione. La ripetizione cioè permette di raggiungere la vera artisticità dell'atto creativo, ossia la volontà che si libera del tutto, facendo della ripetizione, l'oggetto stesso del valere. Ricercare un valore di autenticità nella Città del Simulacri, non ha quindi più senso perché non troviamo più dove la tradizione l'avrebbe collocata e questo aspetto diventa insignificante. La città oggi vive la contraddizione di un mondo che si relaziona più sull'Immagine, sull'apparire che non sui rapporti reali tra uomo e spazio abitato. La "bigness", la metropoli dilata i suoi spazi urbani li rende indefiniti, al punto da non comprenderne più il confine. Progettare un edificio a Firenze, città del bello in un epoca di assenza dei fondamenti, significa "arretrare" per capire la connessione tra pensiero, uomo ed essere.
10,00 9,50

Arte e architettura. L'esperienza teorica nell'opera di Leonardo Savioli

Letizia Nieri

editore: EDIFIR

pagine: 272

Nel paradigma classico il disegno è rivelazione di verità e rappresentazione del pensiero filosofico; esso è in relazione alla
24,00 22,80

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