Libri di L. Reale
Biografia e opere di L. Reale
Rassegna di architettura e urbanistica
a cura di L. Reale , M. Argenti
editore: Quodlibet
pagine: 112
In questo numero contributi di: Maria Argenti, Luca Reale, Jacopo Gresleri, Stefano Guidarini, Luca Reale, Giordana Ferri, Mar
L'abitante fragile. Dalla residenza assistita alla casa multigenerazionale
a cura di L. Reale , E. Arbizzani
editore: Quodlibet
pagine: 256
Due tendenze a scala globale contribuiscono a trasformare profondamente la nostra società: l'accelerazione dei processi di urb
La città plurale. Progetti per Porta Maggiore
a cura di
L. Porqueddu
,
C. Padoa Schioppa
L. Reale
e altri
editore: Libria
pagine: 112
È diffusa opinione che lo spazio pubblico non sia più quello fisico ma quello virtuale, e che quest'ultimo vada via via sostit
The affective city. Laurentino 38. Corpi e luoghi
a cura di D. Frediani , L. Reale
editore: LetteraVentidue
pagine: 168
È possibile declinare la dimensione affettiva negli spazi della città pubblica? Questo volume osserva la vicenda del Laurentin
Habitat, territorio, ecologia. La nascita di una cultura del paesaggio in Italia tra difesa e progetto
a cura di
F. Di Carlo
,
L. Reale
R. Manno
e altri
editore: LetteraVentidue
pagine: 288
Gli italiani vedono nel paesaggio una delle poche ragioni per sentirsi una nazione, malgrado il paese si sia modernizzato in a
Quattro quartieri. Spazio urbano e spazio umano nella trasformazione dell'abitare pubblico a Roma
a cura di L. Reale , F. De Matteis
editore: Quodlibet
pagine: 367
Quattro quartieri romani di case pubbliche sono la scena dove si svolge la vicenda di cui questo volume è cronaca
Spazi d'artificio. Dialoghi sulla città temporanea
a cura di
L. Reale
,
F. Fava
J. López Cano
e altri
editore: Quodlibet
pagine: 195
"Spazi d'artificio" si occupa della quarta dimensione della città, uno spazio cangiante, per sua natura soggetto a ordini di lettura contraddittori e mutevoli rispetto all'epoca che attraversa. Il testo raccoglie voci provenienti da esperienze e ambiti culturali differenti, aprendo un dibattito interdisciplinare sui temi della città e, più in generale, del suo vivere. Dalla crisi del 2008 la lentezza del fare architettonico, rispetto alla rapidità dei processi che segnano la contemporaneità, individua spazi d'incertezza fisici e concettuali, mettendo in dubbio i principi e le convinzioni che hanno guidato la modernità fino a noi. Di fronte ad una disciplina che per attitudine predilige la permanenza, tempo e azione rappresentano gli elementi cardine attraverso cui sezionare e riciclare la città, ma anche lo sfondo di senso su cui riposizionare il progetto, pensando dispositivi spaziali pronti anche a spegnersi al volgere delle necessità o degli umori dei propri abitanti. Spazi d'artificio sono dunque luoghi e architetture d'eccezione, punti di incontro tra esperienze dell'arte, della cultura e dell'economia capaci di prefigurare futuri possibili sullo sfondo durevole della città.
