Libri di Judith Butler | Libreria Cortina dal 1946
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Libri di Judith Butler

L'alleanza dei corpi. Note per una teoria performativa dell'azione collettiva

Judith Butler

editore: Nottetempo

pagine: 347

Al centro di questo libro di Judith Butler è l'indagine sulla "politica della strada" e sul diritto plurale e performativo di
17,00 16,15

Strade che divergono. Ebraicità e critica del sionismo

Judith Butler

editore: Cortina Raffaello

pagine: 338

"Sono due in uno,/come le ali di rondine/e se la primavera tarda / m'appago d'annunciarla." Nelle parole che il grande poeta palestinese Mahmoud Darwish dedica all'amico Edward Said è racchiuso il senso di questo libro: l'idea che l'etica ebraica non solo richieda una critica del sionismo, ma debba trascendere la propria esclusiva ebraicità per realizzare gli ideali etici e politici di convivenza in una forma radicale di democrazia. Questa sorta di allontanamento dall'ebraicità come destino inestinguibile assume la forma di un movimento doppio e irrisolto, condizionato da spinte contrastanti: prossimità e avversione, appartenenza e distacco... non semplicemente una rottura dell'identità, ma la scelta di quella che Butler chiama inquietudine dell'ambivalenza come premessa etica per nuovi principi politici condivisi. Su questo sfondo si sviluppa il confronto con pensatori quali Emmanuel Lévinas, Hannah Arendt, Primo Levi, Martin Buber, Walter Benjamin, fino alla definizione di una posizione etica basata su modalità di coabitazione in cui gli obblighi del vivere insieme non derivano dall'appartenenza culturale, ma dal fatto che la pluralità sociale non è oggetto di scelta. Questa prossimità non scelta può diventare il fondamento per un binazionalismo guidato dalla memoria e dall'appello alla giustizia che emerge dalla spoliazione, dall'esilio, dalla repressione violenta, non solo per due popoli, ma per tutti i popoli.
26,50 25,18

Parole che provocano. Per una politica del performativo

Judith Butler

editore: Cortina Raffaello

pagine: 260

Offese razziste, insulti a sfondo sessuale, ingiurie che feriscono minoranze e soggetti deboli: si tratta di parole che provocano e che sfuggono facilmente al controllo. Come rispondere a parole come queste? Basta fare appello alla censura per renderle innocue e poterle contenere? Secondo Judith Butler, non serve a nulla cadere nella trappola di una limitazione della libertà di parola e di espressione. Conta invece rivendicare una diversa possibilità di intervento politico. Si possono sempre citare quelle parole fuori controllo per rimetterle continuamente in atto e farle agire contro gli scopi per cui erano state pronunciate in un determinato contesto di violenza. Si può sempre far sì che, ripetendo quelle parole, esse circolino in ambiti diversi e acquisiscano nuovi significati, arrivando ad agire contro la stessa violenza che le ha prodotte.
14,00 13,30

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