Libri di Giancarlo Sturloni
Biografia e opere di Giancarlo Sturloni
La comunicazione del rischio per la salute e l'ambiente
Giancarlo Sturloni
editore: Mondadori Università
pagine: 144
Terremoti, alluvioni, epidemie, inquinamento, cambiamenti climatici, sicurezza alimentare, biotecnologie
Il pianeta tossico. Sopravviveremo a noi stessi?
Giancarlo Sturloni
editore: Piano B
pagine: 184
Affolliamo un pianeta che abbiamo inquinato e depredato fino al punto di non ritorno. Entro il 2050 dovremo raddoppiare la produzione di cibo per sfamare più di 9 miliardi di persone. Ma le terre coltivabili sono finite, i pesticidi avvelenano l'acqua, deforestazione e fertilizzanti accelerano i cambiamenti climatici che a loro volta causeranno siccità e inondazioni, minacciando i fragili raccolti di un'agricoltura intensiva che divora enormi quantità di energia. Siamo troppi, consumiamo già il doppio delle risorse che la Terra può generare e vorremmo consumare ancora di più. Il baratro è sotto i nostri piedi. Questo libro racconta la più grande sfida che l'umanità abbia mai affrontato: sopravvivere a se stessa. Perché non c'è alcun pianeta da salvare: la Terra può benissimo fare a meno di noi, l'ha fatto per miliardi di anni, e potrebbe tornare a farlo presto. L'autore lo spiega con un linguaggio chiaro e diretto, senza tecnicismi o prudenze, per offrire al lettore la possibilità di comprendere le cause della crisi ambientale e cosa ci attenda nei prossimi decenni. Si chiede se possiamo evitare la catastrofe, o se non sia già troppo tardi. Spingendosi a immaginare cosa resterà del nostro mondo: scheletri di megalopoli, pozzanghere di veleni chimici, barre di combustibili nucleari, spiagge arcobaleno di granelli di plastica. Con una convinzione: l'ambientalismo non è grido di allarme. È una critica radicale al modello di sviluppo che ci ha condotti sull'abisso.
L'atomo diviso. Storia, scienza e politica dell'energia nucleare
Giancarlo Sturloni
editore: Sironi
pagine: 206
Quella dell'energia nucleare è una grande questione della nostra epoca che vede scienza, storia e politica intrecciarsi come in pochi altri casi. Anche il livello di coinvolgimento individuale è alto perché, a due anni dall'incidente di Fukushima, se mai ci fossimo dimenticati di Chernobyl, è chiaro a tutti che le scelte di oggi riguardano anche le generazioni future. Nei primi decenni del Novecento, quando si compirono le scoperte decisive sull'atomo, i termini della "questione nucleare" erano molto diversi: fino agli anni Trenta, la radioattività era considerata la soluzione a tutti i mali e il nucleo dell'atomo una fonte di inesauribili potenzialità che aspettavano solo di essere studiate e colte. Poi arrivò la seconda guerra mondiale, con Hiroshima e Nagasaki e la cautela si impose. Con la diffusione delle centrali nucleari in tutto il mondo i cittadini hanno cominciato a chiedere di partecipare attivamente alle decisioni in tema energetico e ambientale, ma non sempre il quadro generale è chiaro e le informazioni precise. Questo libro offre una mappa per orientarsi nell'intricata querelle sull'impiego dell'energia nucleare e restituisce la pluralità dei punti di vista sulle questioni aperte, aiutando il lettore a prendere una posizione, favorevole o contraria, ma senz'altro informata.
Le mele di Chernobyl sono buone. Mezzo secolo di rischio tecnologico
Giancarlo Sturloni
editore: Sironi
pagine: 269
"Le mele di Chernobyl sono buone? Certo, basta seppellire il torsolo bene in profondità" recitava una barzelletta russa in cir
