Libri di George E. Atwood
Biografia e opere di George E. Atwood
L'abisso della follia
George E. Atwood
editore: Giovanni Fioriti Editore
pagine: 194
Le forme più gravi di sofferenza psichica non sono deviazioni da una norma prestabilita, ma il risultato di contesti relazionali traumatici, privi di responsività affettiva, comprensione ed empatia. Forte di cinquant'anni di esperienza clinica con i pazienti comunemente considerati "gravi", Atwood tenta d'illustrare tale prospettiva - il contestualismo fenomenologico della psicoanalisi post-cartesiana - attraverso i suoi appassionati racconti di successi e fallimenti nella psicoterapia di individui comunemente sottoposti a diagnosi e trattamento psichiatrico. La barriera che divide la salute dalla cosiddetta malattia mentale è spazzata via da Atwood proprio attraverso la comprensione dei mondi personali nascosti da queste diagnosi, che si rivelano risposte umane a contesti soggettivi che spingono verso il ciglio dell'abisso. La cosiddetta "malattia mentale" è quindi uno sforzo per la risalita, ed è proprio attraverso la comprensione del senso soggettivo di fenomeni umani che si celano dietro termini come depressione, schizofrenia, disturbo bipolare, sogni e deliri che la cura è possibile. L'umanità è un ingrediente fondamentale per la terapia. Ciò che rende umana la possibilità di comprensione è proprio la capacità del clinico di riconoscere quanto la follia sia una possibilità che riguarda tutti noi.
Volti nelle nuvole. Intersoggettività nella teoria della personalità
George E. Atwood , Robert D. Stolorow
editore: Borla
pagine: 208
Intersoggettività e lavoro clinico. Il contestualismo nella pratica psicoanalitica
Donna M. Orange
,
George E. Atwood
e altri
editore: Raffaello Cortina Editore
pagine: 123
Psicopatologia intersoggettiva
Robert D. Storolof
,
Bernard Brandchaft
e altri
editore: Quattroventi
pagine: 280
I contesti dell'essere. Le basi intersoggettive della vita psichica
Robert D. Stolorow , George E. Atwood
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 144
Il libro si colloca nell'ambito della prospettiva interpersonale in psicoanalisi: non esistono menti isolate, ma solo soggetti
