Libri di G. Agabio
Biografia e opere di G. Agabio
L'ottava vita (per Brilka)
Nino Haratischwili
editore: Marsilio
pagine: 1200
La famiglia Jashi deve la sua fortuna (e la sua sfortuna) a una preziosa ricetta per una cioccolata calda molto speciale, dest
Midland a Stilfs
Thomas Bernhard
editore: Adelphi
pagine: 121
«Nel mio lavoro, quando qua e là si formano i primi segni di una storia, o quando in lontananza vedo spuntare da dietro una co
L'uomo dei lupi. Dalla storia di una nevrosi infantile
Sigmund Freud
editore: Einaudi
pagine: 136
Un uomo sdraiato nel letto, una finestra che si apre di colpo, e sei o sette spaventosi lupi bianchi seduti su un grosso noce. Ecco il sogno che dà l'appellativo di "uomo dei lupi" a Sergej Pankejev, un giovane russo molto ricco, incapace di affrontare la vita, che si rivolge per la prima volta a Sigmund Freud all'inizio del 1910. Aiutando a rievocare eventi drammatici del passato e a riportare alla luce aneddoti rimossi dell'infanzia, il padre della psicoanalisi accompagna il paziente fino al superamento dei problemi, con un metodo di ricostruzione della realtà che, come nel più appassionante dei gialli, parte dal racconto per ristabilire i fatti. Il caso simbolo di tutte le teorie freudiane sulla nevrosi. Un resoconto clinico che si legge con la meraviglia di un'opera letteraria. Introduzione di Mario Lavagetto.
Giustizia
Friedrich Dürrenmatt
editore: Adelphi
pagine: 211
Tutta giocata di sponda è la partita di biliardo (umano) su cui si impernia questo romanzo giallo: o meglio "antipoliziesco",
Racconti analitici
Sigmund Freud
editore: Einaudi
pagine: 805
Fortemente nutrito di letteratura, con una giovanile vocazione alla scrittura, Freud fa i conti tutta la vita con l'arte della narrazione. La storia dei suoi "casi clinici" è una progressiva messa a punto di tecniche del racconto, dove diario, fiction, resoconto memoriale, racconto realistico e racconto polifonico in senso bachtiniano si alternano fra avanzamenti e ripensamenti continui. Freud era legato a un'idea classica di narrazione, compiuta, ordinata per successioni temporali. Ma quando arriva ai casi clinici della maturità, come "L'uomo dei lupi", il montaggio del suo racconto analitico risulta qualcosa di molto diverso. Come scrive Lavagetto nel suo saggio introduttivo, "Freud si trova preterintenzionalmente in sintonia con gli esiti di quella rivoluzione estetica che aveva messo in crisi la possibilità di organizzare le storie in base al sistema della verosimiglianza, al gioco di cause ed effetti, all'alternarsi di aspettative, sorprese, riconoscimenti e scioglimenti. Quella letteratura, quella venuta dopo la rivoluzione estetica e che trova la propria trionfale affermazione nei primi anni del Novecento, può legittimamente vedere nella psicoanalisi un prodotto e un sintomo del declino irreversibile di un mondo. Verranno a galla nuovi personaggi, una nuova figura di narratore e, soprattutto, nuove modalità di narrazione nel progressivo e inesorabile dissolversi delle forme classiche". Se Freud è uno dei padri del pensiero novecentesco, lo è come teorico e come scrittore.
