Libri di Francesco Viola
Biografia e opere di Francesco Viola
Spazi in attesa. Infrastrutture e architetture nei territori a rischio
Francesco Viola , Mattia Cocozza
editore: CLEAN
pagine: 120
Una parte sempre più consistente di risorse pubbliche è stata destinata in questi ultimi anni alla costruzione di infrastruttu
Le città militari di Luigi Cosenza
Francesco Viola
editore: CLEAN
pagine: 92
Negli anni drammatici della Grande Guerra Luigi Cosenza, allora ufficiale dello Stato Maggiore, immagina un nuovo modello di C
La fabbrica degli ingegneri. Architettura, arte e costruzione del Politecnico di Napoli
Francesco Viola
editore: CLEAN
pagine: 238
Il progetto della Facoltà di Ingegneria di Napoli è un'esperienza unica nel panorama dell'architettura europea del dopoguerra,
L'architettura insegnante. Il Politecnico di Luigi Cosenza
Francesco Viola
editore: CLEAN
pagine: 223
Luigi Cosenza è una delle rare figure che è stata in grado di far fare uno scatto, un'accelerazione improvvisa alla ricerca de
Tracciati di ferro. L'architettura delle ferrovie e l'invenzione del paesaggio moderno
Francesco Viola
editore: CLEAN
pagine: 119
I profondi tagli prodotti dall'avanzare del treno nel territorio non sono solo l'esito di uno straordinario sforzo tecnico della modernità per adeguare lo spazio abitato alle necessità della civiltà industriale, ma anche l'opportunità per ridefinire profondamente l'immagine del paesaggio, scoprendo luoghi sinora irraggiungibili e guardando con occhi nuovi quelli già conosciuti. La dismissione di una parte consistente del patrimonio ferroviario più antico, costituito da migliaia di chilometri di binari e un sistema stupefacente di opere che hanno fatto la storia dell'ingegneria, pone oggi la questione di una riconversione compatibile con la salvaguardia dell'identità dei luoghi, evitando la banale omologazione che sembra oramai caratterizzare ogni parte del territorio. Se si rifiuta l'idea che il paesaggio debba ridursi a un'immagine statica e astratta al di fuori del tempo, la riqualificazione delle ferrovie dismesse non può certo proporsi di ricostruire le condizioni originarie, come se l'abbandono e i suoi segni non fossero mai sopravvenuti. Il progetto deve invece fare qui i conti anche con ciò che di non programmato, di spontaneo, talvolta di non gradevole e poco rassicurante si è sovrapposto alle condizioni originarie e usarlo come una risorsa positiva. È questa una condizione nuova per l'architettura, che richiede approcci e strategie più sofisticate che in passato.
