Libri di Eva Pattis Zoja
Biografia e opere di Eva Pattis Zoja
Il mio nottario. L'ora dei sogni in classe
Eva Pattis Zoja , Liliana Liturri
editore: Moretti & Vitali
pagine: 118
Di solito i libri che vogliono aiutare a capire i bambini trasmettono punti di vista degli adulti. Pochi testi sui bambini sono veramente dei bambini come questo. Il "nottario" è proprio quello che la parola dice: un "diario" della notte. Per oltre un anno, durante un'ora settimanale, in alcune classi di scuola elementare i bambini hanno raccontato, disegnato, scritto i loro sogni. Si è così creato uno straordinario spazio di libertà, di sincerità, di intimità: una occasione difficilmente offerta dai programmi scolastici. I bambini hanno narrato in ogni senso i loro sogni: quelli notturni, ma anche desideri diurni, e indirettamente ansie non espresse. Al termine dell'esperimento le insegnanti hanno constatato che molte difficoltà, di integrazione o scolastiche, si erano avviate a soluzione nel modo più semplice, partendo da questo svelarsi giocoso dei mondi interiori. La produzione spontanea di immagini è necessaria alla crescita, è una "terapia" naturale, che oggi spesso la tecnologia sostituisce con schermi televisivi o videogiochi: essi, come anche questo studio ha mostrato, possono rendere i bambini passivi e inaridire la fantasia attraverso il continuo consumo di immagini fatte in serie. L'esperimento, condotto con straordinaria soddisfazione in Puglia, può essere replicato in qualunque scuola senza apparecchiature e senza costi. Sogni e fantasia sono gratuiti.
Aborto: perdita e rinnovamento. Un paradosso nella ricerca di identità
Eva Pattis Zoja
editore: Moretti & Vitali
pagine: 142
Di fronte alla scelta, si deve dire un "sì" o un "no", che diventano irrevocabili; ma le donne sanno che non si tratta mai di una decisione "giusta" in assoluto. Passano attraverso i pro e i contro, individuali e sociali, la valutazione delle responsabilità verso sé stesse e gli altri, l'estensione dei loro desideri, femminili e personali, spesso in contrasto fra di loro. C'è un desiderio di procreare, per esempio, che nasce dal profondo bisogno biologico di continuare la specie. Ma quando questo desiderio, che ha indotto alla gravidanza, è anche desiderio di maternità? Secondo Eva Pattis l'aborto, oggi e in questo nostro contesto culturale, può assumere il valore simbolico di un sacrificio d'iniziazione: oltre il quale si acquisisce la consapevolezza della vita e della morte, si accede all'età adulta, ci si incammina definitivamente nel percorso di individuazione di sé. È il momento iniziatico che costringe a farsi coraggio, ma anche a valutare realisticamente quale sia la carica delle risorse disponibili: quelle che attendono di essere mobilitate, e quelle che sono state utilizzate per garantire sicuri margini di indipendenza, di autonomia. In questo senso l'aborto non è un dramma, un gesto disperato, una colpa inespiabile o una sfida alla schiavitù biologica e sociale. Un percorso che le donne continueranno a fare da sole?
Curare con la sabbia. Una proposta terapeutica in situazioni di abbandono e violenza. Con DVD
Eva Pattis Zoja
editore: Moretti & Vitali
pagine: 246
Fra le psicoterapie, il ruolo dell'expressive sandwork può corrispondere a quello della cosiddetta Arte povera tra le arti visive. Ciò che appare umile e semplice non lo è affatto. Scartando il superfluo, questo lavoro seleziona l'essenza: anche togliere si rivela parte di un'operazione artistica. Ma cosa è essenziale nel processo psicologico? Freud deve essersi domandato qualcosa di simile, quando nel 1918 promosse nuove istituzioni che avrebbero fornito analisi gratuite, a Berlino e a Vienna. In seguito (1928) Margaret Lowenfeld, l'iniziatrice delle terapie con la sabbia, aprì la Clinica per Bambini Difficili in un quartiere operaio di Londra. Per i fondatori era sottinteso che il nucleo della psicoanalisi dovesse raggiungere tutta la società. Qui si raccoglie quel filo e con esso si tesse una tela. Sull'ordito composto dai concetti di Jung, la World Technique di Margaret Lowenfeld e la Sandplay Therapy di Dora Kalff operano intrecciate, mentre i fili conduttori di Lacan, Winnicott e Daniel Stern rafforzano la trama. Nella pratica l'expressive sandwork è costituito da processi immaginali ed è stato elaborato da analisti junghiani attraverso esperienze transculturali in Africa, Cina ed America Latina. Con l'aiuto di volontari, a partire dal 2000 è stato sperimentato in località che non dispongono di nessuna forma di psicoterapia e sono state devastate dalla violenza, da catastrofi naturali, da situazioni croniche di abbandono.
