Libri di Cristina Donati
Biografia e opere di Cristina Donati
Compact city. Nuovo centro civico Scandicci, Firenze. Ediz. italiana e inglese
Cristina Donati , Alessandro Ciampi
editore: Mondadori Electa
pagine: 159
Scandicci da "caso" a "modello", ovvero da "sobborgo satellite" a "città sostenibile" della futura configurazione metropolitana di Firenze. Dalla concertazione politica, alle logiche attuative, alle innovazioni del progetto urbanistico, tecnologico ed architettonico, il volume illustra tutte le fasi e da voce a tutti i protagonisti che hanno accettato la sfida di curare gli squilibri di un "sobborgo satellite" e di progettare la civitas di una città nascente. La prima opera in Italia, firmata Rogers Stirk Harbour, è quindi la storia di una trasformazione che propone un inedito dialogo tra la Scuola Strutturalista anglosassone e la realtà edilizia italiana in uno dei momenti di maggior crisi del settore dal dopoguerra. Un'opera strategica che riflette la visione urbanistica di Richard Rogers. Teoria e pratica trovano la loro applicazione sinergica nel nuovo centro civico di Scandicci che adotta i principi della "città compatta", cioè densa, policentrica, multifunzionale, innervata dalla rete del trasporto pubblico. Il cuore dell'intervento è una nuova piazza pubblica, su sui si affacciano il palazzo comunale preesistente e i tre nuovi complessi per la cultura, la residenza, il terziario. Un lungo percorso che il volume intende portare all'attenzione di tutti coloro, architetti, ricercatori, politici ed amministratori, interessati al dibattitto sul futuro sostenibile della città contemporanea.
CSPE. Centro oncologico fiorentino. Storia di una trasformazione verso modelli futuri. Ediz. italiana e inglese
Cristina Donati , Giulio Felli
editore: Forma Edizioni
pagine: 160
Questo libro racconta la trasformazione di un'antica Villa in un Centro ad alta specializzazione oncologica
Michael Hopkins
Cristina Donati
editore: Skira
pagine: 240
Sir Michael Hopkins è uno dei protagonisti di punta della stagione High-Tech dell'architettura britannica e internazionale. Con la costante ricerca di soluzioni architettoniche di design e il contributo al dibattito sulla delicata relazione fra modernità e tradizione, è divenuto uno degli architetti più sensibili in nord Europa al rapporto tra centri storici, paesaggio e nuova architettura. Dal 1976, anno in cui fonda il suo studio, l'opera di Hopkins è caratterizzata da un impiego sofisticato del vetro e dell'acciaio applicati in edifici residenziali e industriali che seguono i principi del razionalismo radicale e della migliore architettura strutturalista. Con la metà degli anni Ottanta Hopkins decide di cambiare passo applicando quello che egli definisce "l'aggiornamento dei materiali tradizionali" e che connota la seconda generazione dei suoi progetti come la Tribuna Mound dello stadio da cricket dei Lord's di Londra, l'auditorium del Queen's Building presso l'Emmanuel College di Cambridge, il Jubilee Campus di Nottingham e soprattutto Portcullis House, la nuova sede degli uffici del Parlamento inglese a Londra. Il progresso, per Hopkins, non è più cesura con il passato ma un atto di continuità dove si integrano elementi tradizionali come il legno e la pietra con tecnologie avanzate e ambientalmente responsabili.
