Libri di C. Casalini
Biografia e opere di C. Casalini
La rinascita del pianeta. Conversazioni con Paul Ricoeur
a cura di L. Salvarani , C. Casalini
editore: Medusa Edizioni
pagine: 141
Attendere la rinascita? È questa la proposta che ci viene da Paul Ricoeur in questa scelta di interviste che spaziano dalla bioetica all'ecologia, dalla giustizia al tema, così caro ai filosofi francesi, del possibile ruolo dell'intellettuale nella società contemporanea. Partendo sempre dalla propria esperienza personale - di orfano di entrambi i genitori, di studioso, di prigioniero di guerra, di docente universitario - Ricoeur propone una lettura di alcuni temi caldi del nostro tempo e assieme addita la direzione di una "rinascita" che, ricomponendo i rapporti sociali, porti in sé la risoluzione o almeno una maggiore coscienza dei dilemmi etici sulle grandi tappe della vita e sulla corretta gestione del pianeta Terra. Su questi punti Ricoeur è chiaro. Il rapporto verticale tra istituzioni e individui deve essere integrato da organismi orizzontali, di prossimità, da "cellule del buon consiglio" che non lascino mai solo l'uomo di fronte alla società nel suo complesso. A partire da questo, Ricoeur propone di superare il dualismo tra una giustizia istituzionale, monolitica, e la pluralità delle etiche individuali, costruendo "sfere di giustizia" in cui la visione dell'altro come controparte si trasformi nella "via buona" del riconoscimento e della relazione.
Città divise. Belfast, Beirut, Gerusalemme, Mostar e Nicosia
Jon Calame , Esther Charlesworth
editore: Medusa Edizioni
pagine: 301
Le "città divise" si presentano come una contraddizione tra le più laceranti del mondo globalizzato. Nello stesso tempo in cui la libera circolazione delle merci, dei capitali e degli uomini si afferma sembre più come un obiettivo e una modalità fondamentale del vivere contemporaneo, permangono muri e separazioni all'interno del nucleo simbolico delle nostre culture: lo spazio urbano. Tutti ricordano l'episodio, di per sé folkloristico, del "muro di Padova", la recinzione in pannelli di ferro che mirava a confinare fisicamente nel quartiere degli immigrati le attività illegali di spaccio e la prostituzione. Ben altro peso, e ben altri presidi militari hanno invece i muri studiati da Calarne e Charlesworth nelle "città divise" del XXI secolo: Belfast, Beirut, Gerusalemme, Mostar e Nicosia. Ma simile ne è l'origine: la necessità di ridurre la belligeranza tra parti della città in conflitto per motivi religiosi o politici, che si trasforma nel tempo in partizione fisica e culturale, in fenomeno urbanistico. Gli autori non illustrano nel dettaglio le cause e il percorso che ha condotto alla divisione all'interno delle cinque città (anche se non mancano le informazioni essenziali al riguardo), vogliono invece isolare e iniziare a spiegare le forme strutturali che assumono in queste città le ferite dell'odio. I modi di vita, l'aspetto estetico, le situazioni sociali e i modelli di reazione fra le comunità di queste "città divise": di tutto questo si occupa il libro. Prefazione di Guido Morpurgo.
