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Libri di C. Busato Barbaglio

Anticipare il futuro: la psicoanalisi oggi

a cura di C. Busato Barbaglio, G. Meterangelis

editore: Franco Angeli

pagine: 286

"La psicoanalisi è un albero centenario con salde radici piantate nel terreno, un tronco robusto fatto di teorie ed esperienze cliniche acquisite nel tempo, rami e fronde in continuo sviluppo. Come per gli alberi, l'evoluzione dei rami più recenti scaturisce dall'incontro delle componenti più consolidate con le condizioni ambientali circostanti. Questo libro, "Anticipare il futuro: la psicoanalisi oggi", raccoglie una serie di significativi lavori prodotti da analisti italiani e stranieri nel quadriennio 2013-16 nell'ambito dell'attività scientifica del Centro di psicoanalisi romano. Il volume può essere considerato come la parte più giovane dell'albero, le fronde e i suoi frutti, ma al contempo come ciò che crea le condizioni per quello che verrà, gli sviluppi prossimi a venire. I contributi sono raccolti in tre parti, intorno a tre rami principali: "La soggettività dell'analista", "Estensioni del metodo" e "Psicoanalisi e altre scienze". Si tratta di tre ambiti con cui gli psicoanalisti di oggi e la psicoanalisi contemporanea sono chiamati a confrontarsi." (Angelo Macchia)
35,00
29,00 26,10

Winnicott e la psicoanalisi del futuro

Carla Busato Barbaglio, Angelo Macchia
e altri

editore: Alpes Italia

pagine: 179

"Solo da poco tempo il mondo psicoanalitico sta comprendendo la portata rivoluzionaria del pensiero di Winnicott; le sue teorie sull'importanza dell'ambiente nella costruzione del sé, sullo spazio e gli oggetti transizionali, sul ruolo dell'illusione, sull'aggressività, la sua teoria sul processo maturativo, la scoperta dei processi di integrazione, non integrazione e disintegrazione, sull'holding, sulla preoccupazione materna primaria, sul rapporto tra la psiche e soma, per citarne solo alcune, hanno determinato una vera rivoluzione silenziosa nel mondo psicoanalitico. Winnicott non era un uomo delle istituzioni e non ha mai favorito il crearsi di una scuola winnicotriana. Cresciuto all'interno delle "controversial discussions" che vedevano l'acerba lotta tra i seguaci della Klein e quelli di Anna Freud, egli prese una posizione indipendente e praticò una apertura alle altre discipline, posizione rara e avversa nell'ambiente in quanto si riteneva che la psicoanalisi potesse essere indebolita da tutte le esperienze alternative ad essa o da una modificazione del setting. Winnicot non era seguace di nessuno, e non voleva essere il capo di una scuola. L'indipendenza era una sua caratteristica interna. Anche la sua concezione intorno alla salute mentale e alla malattia sono molto influenzate da questa posizione. Anzitutto per lui non esiste "una demarcazione netta tra la salute mentale e gli stati schizoidi" (1971 a), al contrario "esiste un certo tipo di salute mentale che ha la qualità di un sintomo perché è carica della paura e della negazione della follia, paura o negazione della capacità innata di un essere umano di essere non integrato, depersonalizzato e di sentire che il mondo esterno non è reale" (Winnicott, 1945). "Saremmo davvero infelici, se fossimo solo sani di mente", questa frase di Winnicott (1945) è divenuta un aforisma e come tale e come tutte le frasi celebri ha perso l'impatto rivoluzionario che meriterebbe anzitutto dentro la mente del clinico che è giornalmente confrontato con la sofferenza mentale. Winnicott è lo psicoanalista del futuro anche perché la sua fiducia nelle capacità integrative spontanee della personalità, la sua capacità silenziosa di ribaltare i dogmi a partire da quelli istituzionali, il suo obiettivo terapeutico di essere vivo e libero rendono il suo pensiero uno strumento importante e utile nel lavoro con i pazienti." (dalla Prefazione di Anna Nicolò)
16,00 13,60
30,00 27,00

Tra femminile e materno. L'invenzione della madre

a cura di C. Busato Barbaglio, M. L. Mondello

editore: Franco Angeli

pagine: 176

Si può parlare di "figura materna"? Una figura univoca soggiace alle diverse forme presenti nella millenaria vicenda umana? O si tratta di immagini di madre che sono state "inventate" o costruite lungo i secoli sotto l'influsso di fattori culturali? E che cosa si può dire allora del fattore "naturale"? Istinto materno, sessualità e generatività, relazionalità nella coppia e con il bambino; il destino del femminile si situa in incroci da cui si dipartono spesso tratti antitetici e irrisolti. Il discorso psicoanalitico rivolto al materno, alle sue determinanti e significazioni, è il filo rosso attorno a cui si sviluppa il volume, nato dal dialogo tra i diversi approcci: sociologico, antropologico, biografico, storico-religionistico e storico culturale.
20,00

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