Libri di Nicolin
Biografia e opere di Nicolin
Architettura in quarantena
Pierluigi Nicolin
editore: Skira
pagine: 48
Una riflessione sul futuro dell'architettura dopo il periodo di quaratena
Oltre il filo dell'orizzonte
Pierluigi Nicolin
editore: LetteraVentidue
pagine: 204
La suggestione del titolo "Oltre il filo dell'orizzonte" contiene un paradosso, poiché l'orizzonte è una linea apparente di se
Lezioni di interior design
Pierluigi Nicolin
editore: Postmedia Books
pagine: 240
Questo libro raccoglie le lezioni di design tenute al Politecnico di Milano nello scorso decennio che sviluppano i temi proget
La verità in architettura. Il pensiero di un'altra modernità
Pierluigi Nicolin
editore: Quodlibet
pagine: 208
In questo libro va in scena un confronto con molte delle questioni più annose con cui si è misurata l'architettura negli ultimi decenni. Si può ad esempio intravedere come la nuova sindrome ambientale e le perduranti manifestazioni della società dello spettacolo scalzino man mano il peso preponderante della teoria, determinando una problematica discussione etica ed estetica sull'architettura che investe sia le figure di alcuni venerati maestri, sia alcuni temi chiave della cultura architettonica contemporanea: i musei, il paesaggio, le infrastrutture. Ma l'autore non ambisce a proporsi come una voce del dibattito fra le altre. "Gli scritti presenti in questo volume sono dei percorsi, linee immaginarie che attraversano il nuovo continente architettonico e ciascuno sarebbe la rappresentazione delle caratteristiche di una di queste vie e delle scoperte fatte durante il viaggio. I saggi dunque non trattano di una verità come se la si fosse già trovata, non espongono una dottrina con un metodo di sintesi o di composizione, seguono piuttosto una linea di ricerca con un metodo analitico o intenzionale, che potrebbe essere chiamato anche metodo d'invenzione".
Castelli di carte. La XIV Triennale di Milano, 1968
Paola Nicolin
editore: Quodlibet
pagine: 291
Questo libro è il racconto della XIV edizione della Triennale di Milano e in particolare della Mostra Internazionale del Grande Numero curata da Giancarlo De Carlo, che ne doveva essere il fulcro. Durante l'inaugurazione, il 30 maggio del 1968, essa venne occupata e distrutta dalla contestazione studentesca a due ore dalla sua apertura al pubblico. Episodio straordinariamente attuale della storia dell'arte e dell'architettura italiana e internazionale, della mostra si conoscono le vicende legate alla sua occupazione, ma poco o nulla si sa delle opere, dei padiglioni e degli ambienti commissionati ai protagonisti invitati a parteciparvi. Arata Isozaki, Alison e Peter Smithson, Shadrach Woods, Aldo van Eyck, il gruppo Archigram, Archizoom, Gyorgy Kepes, Hans Hollein, Marco Bellocchio con lo stesso De Carlo, Renzo Piano con il Center for the Studies of Science and Art di Londra sono solo alcuni dei protagonisti di un'esposizione mai vista, che poneva l'accento sull'opera come processo, sull'architettura come ambiente e sul rifiuto dell'oggetto come merce.
