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Patrimoni inattesi. Riusare per valorizzare. Ex-carceri: pratiche e progetti per un patrimonio difficile

Patrimoni inattesi. Riusare per valorizzare. Ex-carceri: pratiche e progetti per un patrimonio difficile
titolo Patrimoni inattesi. Riusare per valorizzare. Ex-carceri: pratiche e progetti per un patrimonio difficile
curatore
argomento Architettura e Design Architettura Architettura: pratica professionale
collana Alleli/Research
editore LetteraVentidue
formato Libro
pagine 380
pubblicazione 2018
ISBN 9788862423106
 
35,00 29,75
Risparmi: € 5,25
 
Disponibilità immediata

Informazioni importanti

Oggi in Italia e in tutta Europa numerose prigioni sono ormai obsolete e non possono essere più utilizzate. Il problema del loro riutilizzo si fa sempre più urgente. Una volta dismesse, infatti, molte rimangono in stato di totale o parziale abbandono, quando non sono oggetto di interventi di riuso speculativi e non meno problematici. 
Si tratta di un patrimonio negletto, estremamente stratificato e complesso dal punto di vista storico, architettonico, culturale e sociale, in attesa di essere valorizzato. 
Patrimoni Inattesi raccoglie diciannove saggi che presentano diverse prospettive critiche, pratiche, esperienze e approcci progettuali per esplorare il tema, ancora poco indagato, del riuso e della conservazione di questo patrimonio difficile, intesi come possibilità non alternative ma complementari. Se assumiamo che il patrimonio non è tale a priori, ma è costruito e prodotto in relazione al “lavoro culturale” che esso può fare nel presente e in virtù di processi di “gestione e preservazione/conservazione” cui è soggetto, quale è il ruolo delle politiche urbane, della progettazione e della conservazione architettonica in questo processo di heritage making? E come un approccio più processuale all’idea di patrimonio può contribuire a ripensare l’intervento sull’ambiente costruito e a sua volta influenzare e informare il progetto architettonico?
Oggi in Italia e in tutta Europa numerose prigioni sono ormai obsolete e non possono essere più utilizzate. Il problema del loro riutilizzo si fa sempre più urgente. Una volta dismesse, infatti, molte rimangono in stato di totale o parziale abbandono, quando non sono oggetto di interventi di riuso speculativi e non meno problematici. Si tratta di un patrimonio negletto, estremamente stratificato e complesso dal punto di vista storico, architettonico, culturale e sociale, in attesa di essere valorizzato. Patrimoni Inattesi raccoglie diciannove saggi che presentano diverse prospettive critiche, pratiche, esperienze e approcci progettuali per esplorare il tema, ancora poco indagato, del riuso e della conservazione di questo patrimonio difficile, intesi come possibilità non alternative ma complementari. Se assumiamo che il patrimonio non è tale a priori, ma è costruito e prodotto in relazione al "lavoro culturale" che esso può fare nel presente e in virtù di processi di "gestione e preservazione/conservazione" cui è soggetto, quale è il ruolo delle politiche urbane, della progettazione e della conservazione architettonica in questo processo di heritage making? E come un approccio più processuale all'idea di patrimonio può contribuire a ripensare l'intervento sull'ambiente costruito e a sua volta influenzare e informare il progetto architettonico?
 

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