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Etnopsichiatria

Verso una cultura dell'incontro. Studi per una terapia transculturale

Alfredo Ancora

editore: Franco Angeli

pagine: 306

Questo lavoro è destinato a operatori della salute mentale - infermieri, psicologi, assistenti sociali, psichiatri - che lavorano sul territorio quotidianamente in strutture deputate alla cura e all'accoglienza. Le proposte teorico-pratiche qui presentate offrono un aiuto a chi si sente un "po' spaesato" di fronte a un rifugiato, richiedente asilo, migrante, che talvolta mette in difficoltà le griglie conoscitive a cui si è normalmente abituati. Vengono qui riportate ricerche ed esperienze sul campo, per dotare l'operatore del IIIº millennio di un pensare/agire transculturale capace di rispondere a realtà sempre più complesse con cui viene a contatto. Attraverso la descrizione di storie individuali, di coppia e di gruppo si vuole proporre un diverso posizionarsi nel processo d'osservazione, sulla scia di George Devereux e Gregory Bateson. Verso una cultura dell'incontro è una direzione nel processo di cambiamento con persone, non con nuove categorie. Il processo di cura diviene allo stesso tempo un viaggio di conoscenza e di aiuto, facendo leva anche su risorse dell'operatore mai esplorate, entusiasmi e curiosità perdute. Come ci suggerisce Ramon Panikkar infatti: "La conoscenza senza amore è calcolo, non è vera conoscenza, manca il rapporto di intimità e di prossimità con la cosa conosciuta...".
36,00

L'intervento psicologico con i migranti. Una prospettiva sistemico-dialogica

Andrea Davolo, Tiziana Mancini

editore: Il Mulino

pagine: 210

Oltre ad aspetti di natura politica, sociale e istituzionale, il fenomeno della migrazione presenta importanti dimensioni psicologiche. Non si tratta soltanto di gestire conseguenze psicologiche traumatiche derivanti dalle guerre da cui si fugge e dalle dolorose peripezie attraversate nel migrare. Molte difficoltà sono legate alle culture di provenienza e ai diversi modi di interpretare la realtà. Un utile strumento operativo per affrontare, attraverso un approccio sistemico-dialogico, alcune delle sfide che l'intervento psicologico con i migranti pone ai nostri attuali sistemi di cura. Presentazione di Laura Fruggeri.
18,00 15,30

La paternità nella psicologia primitiva

Bronislaw Malinowski

editore: Asterios

pagine: 110

Nel 1913 un giovane antropologo polacco, Bronislaw Malinowski, pubblicò un libro su La famiglia fra gli aborigeni australiani che fece epoca perché spazzò via tutte le vedute dominanti sulla famiglia «selvaggia» o extraoccidentale dove si riteneva imperassero la promiscuità sessuale o il matrimonio di gruppo. Il fatto poi che la paternità consanguinea non fosse neppure conosciuta e non avesse gran che valore urtò a tal punto la suscettibilità e l'incredulità europea che Malinowski decise di ribadire l'«incredibile argomento» in un saggio a sé stante. Questo saggio fu, nel 1927, The father in primitive psychology, le cui pagine misero in crisi l'universalità del complesso di Edipo conclamata dalla psicanalisi. Questo piccolo e scottante «classico» dell'antropologia (non privo di fascino provocatorio nella nostra epoca di nuove tecniche della nascita), che mise a disagio Freud, Róheim, Jones, è accompagnato da una stupenda prefazione prospettica della indimenticabile Armanda Guiducci, con il titolo Un eroe delle lontananze.
13,00 11,05

La scoperta della dissociazione

Georges Lapassade

editore: Besa

pagine: 88

Intendere la dissociazione alla stregua di un disturbo della personalità, sintomo di una qualche forma di malattia mentale, impedisce di analizzarla come meccanismo positivo, e cioè alla stregua di una vera e propria risorsa vitale. La ricerca etnografica e storica sugli stati di transe e sul misticismo, su fenomeni come la catalessi, il sonnambulismo, l'isteria, l'ipnosi, il medianismo fornisce ampia materia all'elaborazione del modello di un io molteplice, utile a descrivere esperienze molto complesse, se non estreme (carcere, tortura, isolamento), in cui l'insorgere di stati dissociativi funziona come meccanismo di resistenza. Lo stesso modello è utile anche per indagare pratiche fortemente ritualizzate (la transe di possessione e sciamanica) e momenti della vita quotidiana in cui ci si sottrae alla noia e alla ripetizione. Lapassade indaga sulle forme della dissociazione, si sofferma sui casi clinici e sulle analisi proposte dagli autori, cominciando dai classici, da Mesmer a Charcot, da Janet a Freud. Lo spettro di riferimenti che l'autore offre è però più ampio, optando per la proposta interpretativa di Hilgard e, prima ancora, di Tart: nella mente la compresenza di una pluralità di stati non ha necessariamente implicazioni di carattere patologico. Il volume si arricchisce di un breve saggio sulla "dissociazione estatica" edito negli Annali del dipartimento di Scienze storiche, filosofiche e geografiche dell'Università del Salento: anche qui Lapassade conclude opponendo alla visione medicalizzante della dissociazione una sua interpretazione in termini di risorsa.
12,00 10,80

Lo straniero a giudizio. Tra psicopatologia e diritto

Isabella Merzagora

editore: Cortina Raffaello

pagine: 160

Sempre più stranieri sono alle prese con le nostre leggi, che possono essere diverse dalle loro perché si tratta di prodotti culturali. Come deve comportarsi il diritto di fronte a questo “conflitto culturale”? Le cose si complicano quando il diritto si incontra anche con la psicopatologia, dato che la malattia mentale, i modi in cui viene chiamata non sono gli stessi ovunque. Come fare una perizia di questo tipo? Come evitare sia il pregiudizio culturalista sia le ingiustizie che possono scaturire da un approccio che non tenga conto delle differenze? Sono queste le domande a cui il libro risponde, anche sulla scorta di una ricerca su perizie relative a 86 stranieri.
17,00 14,45

Alle frontiere della 180. Storie di migrazione e psichiatria pubblica in Italia

Davide Bruno

editore: Il Pensiero Scientifico

Cosa può imparare la psichiatria dalla clinica dei pazienti migranti? Come può essere ripensata la sua funzione all'interno delle nostre società in continua evoluzione? Che cosa è stato trasmesso della legge 180 alle nuove generazioni di operatori della salute mentale che si confrontano con le sfide del mondo contemporaneo? Questo libro intende rispondere a tali interrogativi a partire dalle storie di pazienti venuti da altrove. I temi e le questioni della clinica transculturale sono sviluppati attraverso l'analisi di singoli casi ed esperienze maturate nell'ambito della sanità pubblica. Un testo che invita a ripensare in modo più esteso l'assistenza psichiatrica in Italia, ma che si rivolge anche a tutti coloro che pensano all'incontro con la diversità come a un'occasione di scambio e cambiamento.
18,00 15,30

Cultura e psiche. Saggi scelti

Sudhir Kakar

editore: Alpes Italia

pagine: 142

"Cultura e psiche" è fondamentale per lo studio del rapporto tra contesti culturali e dinamiche psichiche. Kakar ha raccolto in questo libro i suoi più significativi approfondimenti sulla relazione tra l'esperienza clinica e gli assunti teorici della psicoanalisi, che hanno origine nella tradizione scientifica occidentale, e le strategie culturali attinenti ai modi di fronteggiare il disagio psichico nelle società non occidentali, con una particolare attenzione alla cultura indiana. Per la sua esperienza diretta nell'attività clinica psicoanalitica con i pazienti indiani e la sua formazione come psicoanalista di origine indiana in occidente, Kakar propone un'analisi sofisticata sui temi riguardanti l'articolazione tra inconscio e cultura definendone i limiti e le potenzialità esplicative. A differenza di altri approcci al problema, che attribuiscono una preminenza o all'inconscio o alla cultura, Kakar, attraverso l'analisi dei contesti psichici e culturali dei suoi pazienti, del complesso delle mitologie induiste e dei modelli di relazione tra allievo e guru nella mistica induista, sostiene che l'inconscio sia espressione tanto di tratti ricorrenti sul piano psichico sia culturale. Prefazione di Alfredo Lombardozzi.
15,00 12,75

Criminologia transculturale ed etnopsichiatria forense. Terrorismo, immigrazione, reati culturalmente motivati

Paolo De Pasquali

editore: Alpes Italia

pagine: 226

Gli attentati islamici nel mondo e recentemente in Europa e l'inarrestabile avanzata dell'Isis sono fonte di universale preoccupazione. Si sta forse configurando quello scontro tra civiltà e religioni - Oriente contro Occidente - che avevamo ormai relegato nei libri di storia? Occorre analizzare oggi, con lucidità, chiarezza e obiettività, tutti gli aspetti del fenomeno. Quali sono le facce del terrorismo contemporaneo? Quali le cause e in che modo fronteggiare l'emergenza di una drammatica realtà che è ormai penetrata nelle nostre città? Un altro problema con cui invece già da anni ci stiamo confrontando, con scarsi risultati, è quello dell'immigrazione e della delinquenza a essa correlata; in particolare oggi è la valutazione sociale e giuridica dei "reati culturalmente motivati" (come l'omicidio per la salvaguardia dell'onore familiare) a proporsi con grande forza.Il saggio analizza il problema dell'etnoterrorismo e del rapporto tra criminalità e immigrazione nei suoi aspetti culturali, sociali, religiosi, psicologici, criminologici, psichiatrico-forensi, politici e giuridici, secondo i più moderni approcci della scienza criminologica, per trovare possibili soluzioni.
23,00 19,55

L'enigma della sfinge. Dal trauma sessuale alla sublimazione, una lettura psicanalitica

Géza Róheim

editore: Pgreco

pagine: 299

Che cosa rappresenta la Sfinge? E in che modo può gettar luce sull'uomo e sulla cultura? Al pari di tanti altri esseri mostruosi delle più disparate mitologie, la Sfinge, per Róheim, è la rappresentazione simbolica della "scena primaria", ovvero l'unione dei genitori nel coito, visione traumatica, tipica dell'infanzia, che vede il bambino teso a parteciparvi idealmente ma col divieto di farlo nell'effettivo. Ne "L'enigma della Sfinge", la sua opera forse più importante, Róheim si propone dunque di chiarire cosa sia la cultura, cosa cioè differenzi l'uomo da tutti gli altri animali, individuando proprio nei traumi dell'infanzia la matrice di ogni civiltà, a partire dai quali si sviluppa un meccanismo di difesa e di sublimazione che ne determina la struttura. Riallacciandosi alla teoria freudiana espressa in "Totem e tabù", Róheim rintraccia nell'origine traumatica, nell'essenza repressiva e nel principio di rallentamento, il problema della nascita della cultura che coincide, in ultima istanza, con la nascita del Super-io.
22,00 19,80
31,00

La rinuncia all'identità. Una difesa contro l'annientamento

Georges Devereux

editore: Mimesis

pagine: 113

"La rinuncia all'identità. Una difesa contro l'annientamento" è il testo di una conferenza presentata da Georges Devereux nel 1964 in occasione della sua ammissione alla Société Psychanalytique de Paris. Prendendo spunto da osservazioni tratte dalla clinica, dall'antropologia culturale, dalla mitologia e dalla fiabistica, Devereux riflette sul tema dell'identità personale e del bisogno umano di mascherarla per proteggere la propria interiorità ed esistenza, proponendo così una nuova chiave per rileggere la malattia mentale. Nonostante la sua brevità o forse in forza di questa, il testo qui proposto rende magistralmente l'idea della ricchezza e della complessità del pensiero di Devereux nonché di un approccio alla conoscenza dell'umano che instaura un vero e proprio dialogo tra psicoanalisi e scienze umane.
12,00 10,20

L'io culturale. Dall'etnopsichiatria alla transcultura

Ibrahima Sow

editore: Armando Editore

pagine: 128

Le teorie presentate all'epoca dall'Autore si pongono l'obiettivo di portare alla luce quelle che potremmo definire similitudini e differenze tra l'etnopsichiatria e la transcultura, troppo spesso utilizzate come sinonimi dagli addetti ai lavori, ma veicolanti entrambe un modus operandi specifico poiché proveniente da un diverso inquadramento epistemologico. L'auspicio di questa pubblicazione è quello di riuscire finalmente a dar voce all'inquadramento teorico transculturale in ambito psicologico e psichiatrico.
11,00 9,35

Dall'intercultura alla giustizia sociale. Per un progetto pedagogico e politico di cittadinanza globale

Massimiliano Tarozzi

editore: Franco Angeli

pagine: 232

Tematizzato e praticato in Europa negli ultimi due decenni, l'approccio della pedagogia interculturale richiede di essere ripensato alla luce dei profondi mutamenti sociali che le migrazioni hanno portato nelle società europee. In particolare si impone oggi come prioritario il tema dell'uguaglianza sociale, che la pedagogia interculturale, che pure conserva una solida validità teoretica, aveva posto in subordine enfatizzando la necessità di promuovere la differenza culturale. Nel volume si propone l'educazione interculturale alla giustizia sociale come un approccio pedagogico e politico che consente di tenere in considerazione al tempo stesso le differenze culturali, contenendone però gli eccessi "culturalisti", e l'uguaglianza e l'equità sociale, limitandone gli eccessi di universalismo omologante. La seconda parte del libro, intende invece esplorare i concetti sopra menzionati sul piano empirico. Anche se una netta distinzione fra il piano teorico e quello empirico non ha sostanzialmente senso, specie alla luce della metodologia di ricerca utilizzata in tutte le indagini: la grounded theory. Qui sono presentate in dettaglio quattro ricerche condotte negli ultimi anni sui temi della social justice education e dell'equità visti nei contesti scolastici, nella formazione insegnante e nelle pratiche di educazione alla cittadinanza.
30,00

Il percorso identitario degli adolescenti di origine straniera. Tra culture affettive e diversità culturali

Giovanna Ranchetti

editore: Franco Angeli

pagine: 192

Gli adolescenti di seconda generazione si trovano quotidianamente ad affrontare dei conflitti nel tentativo di negoziare e destreggiarsi su più fronti: quello familiare, che rappresenta la cultura d'origine, e quello dei pari, che rappresentano l'attuale contesto culturale. Il loro percorso identitario si intreccia con il processo di integrazione nella realtà presente in cui reiventare in maniera personale aspetti tradizionali relativi all'origine familiare e scoprire al contempo nuove identificazioni. Nel ripercorrere il processo di soggettivazione di questi adolescenti emerge come la spinta identitaria, frutto della spinta evolutiva adolescenziale e della doppia appartenenza culturale, possa favorire la "nascita sociale" e rispondere al loro bisogno di integrazione e di partecipazione attiva nel contesto attuale di appartenenza per sentirsi soggetti riconosciuti, proprio come desidera ogni adolescente nel suo traghettare verso il mondo adulto. La complessità che caratterizza lo sviluppo evolutivo degli adolescenti di origine straniera e le risorse messe in campo da questi adolescenti offrono un contributo per comprendere da un altro punto di vista, rispetto all'adolescente autoctono, le difficoltà in cui si trova ogni adolescente nel suo personale processo di soggettivazione, ma anche le potenzialità e gli "indicatori fase specifici" su cui egli può far leva nella sua costruzione identitaria.
24,00

Il manicomio chimico. Cronache di uno psichiatra riluttante

Piero Cipriano

editore: Elèuthera

pagine: 255

Oggi il manicomio non è più costituito da fasce, muri, sbarre, ma è diventato astratto, invisibile. Si è trasferito direttamente nella testa, nelle vie neurotrasmettitoriali che regolano i pensieri. Il vero manicomio, oggi, sono gli psicofarmaci. Stiamo oltretutto assistendo a una vera e propria mutazione antropologica: agli psichiatri, e alle case farmaceutiche, non bastano più i malati da curare, ma servono anche i sani. Lutto, tristezza, rabbia, timidezza, disattenzione, non sono stati d'animo fisiologici, ma patologie da curare con il farmaco adatto. Cipriano sottopone a una critica severa i principali dogmi della psichiatria "moderna": a cominciare dalla diagnosi, ovvero l'urgenza burocratica di considerare "malattia" qualunque disagio psichico, a cui segue l'immancabile prescrizione di un farmaco. E quando i farmaci non sono sufficienti, ritorna l'uso nascosto delle fasce e dell'elettrochoc. È questo il nuovo manicomio, meno appariscente, più discreto, in cui diagnosi e psicofarmaco dominano la scena.
15,00 12,75

Counseling e psicoterapia con arabi e musulmani. Un approccio culturalmente sensibile

Marwan Dwairy

editore: Franco Angeli

pagine: 208

L'ombra dell'11 settembre ha sviluppato la consapevolezza della necessità, da parte del mondo occidentale, di una maggiore conoscenza e approfondimento della cultura araba e islamica. L'autore ha evidenziato questa necessità nell'ambito della psicoterapia con arabi e musulmani rilevando, attraverso la sua esperienza diretta, i dilemmi relativi all'adeguatezza, alle problematiche e alle carenze della psicoterapia occidentale per le esigenze di questi pazienti. Attingendo ai suoi 25 anni di esperienza clinica l'autore propone questo originale volume che aiuterà counselor, terapeuti, assistenti sociali e gli altri professionisti della salute mentale ad approfondire le conoscenze relative al mondo arabo e a evitare in questo modo di incorrere facilmente in stereotipi e preconcetti. Dopo un'introduzione storica e culturale della realtà araba e musulmana, nel volume il lettore troverà una revisione sistematica degli approcci relativi alla psicopatologia, psicodiagnosi e psicoterapia nonché proposte di tecniche innovative e modelli di diagnosi e di intervento specificamente pensati per paziente che appartiene alla cultura in esame.
29,00
18,50

Etnopsicoanalisi complementarista

Georges Devereux

editore: Franco Angeli

pagine: 256

Considerato uno dei pionieri della etnopsichiatria, Devereux è stato fra i maggiori rappresentanti di quel filone di pensatori che, sulla scia del Freud "antropologico", ha cercato di sviluppare i rapporti fra psicoanalisi e le altre scienze. Questo è un testo "classico" in cui l'autore assurge al ruolo di vero e proprio maestro guida che aiuta i terapeuti a osservarsi e interrogarsi.
31,00

Schiudere soglie

Piero Coppo, Laura Girelli

editore: Colibrì Edizioni

pagine: 192

Ogni cultura, mentre ordina il mondo, prevede e organizza occasioni per varcare in sicurezza la soglia della coscienza e accedere a quel che di misterioso, primordiale, e anche caotico nella vita ordinaria non si manifesta. Oltrepassare il campo della ragione che nomina e separa, superarne le difese consuete, consente infatti di sperimentare quello stato di interezza che ­ secondo molte culture ­ nutre e rigenera l'umano. A condizione però di saper tornare al di qua della soglia per integrare l'incolto nel colto, le ombre nella luce, il caos nell'ordine di una espressione umana, comprensibile e condivisibile. Questa è la funzione dei dispositivi (riti, culti, altri allestimenti sapienti) che da sempre aprono a stati non ordinari di coscienza: offrire occasioni di negoziazione con le cose nascoste, di conoscenza, di espansione e in definitiva di salute. Ma cosa resta di questi dispositivi nel mondo desacralizzato e unilaterale nel quale, oggi e qui, evolviamo?
15,00 13,50

Cultural Variations in Psychopathology

From Research to Practice

Nazli Balkir, Sven Barnow

editore: Hogrefe Publishing

pagine: 286

Nelle nostre società sempre più connotate dal punto di vista della multietnicità, una pratica clinica sensibile alla variabile etnografica diventa un requisito fondamentale per una presa in carico effettiva della salute mentale. Il concetto di malattia mentale assume significati diversi al variare del gruppo etnico e culturale di riferimento, così come cambiano le modalità in cui questa viene affrontata e vissuta. In questo libro vengono passate in rassegna e commentate esaustivamente le importanti implicazioni per diagnosi e trattamento del legame tra cultura e psicopatologia e viene fornito anche un ampio numero di esempi riguardanti varie minoranze etniche in America del Nord e Europa. I contributi di esperti di etnopsichiatria di tutto il mondo diventano un utile e sistematico compendio di lavoro per chiunque abbia a che fare con la salute mentale, in particolare nel contesto della sanità pubblica e nelle realtà del terzo settore (psicologo, psichiatra, terapueta, mediatore culturale, assistente sociale) dove maggiore è la probabilità di confrontarsi con pazienti provenienti da un contesto etnografico non occidentale.
44,95 38,21

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