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Libri di Legambiente

Ecomafia 2019. Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia

a cura di Legambiente

editore: Edizioni Ambiente

pagine: 252

Nel 2018 sono state contestate 28
22,00 18,70

Ecomafia 2018. Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia

Legambiente

editore: Edizioni Ambiente

pagine: 242

Nel 2017 si sono contati 30
22,00 18,70

Niet problema. Chernobyl 1986-2006. Ediz. italiana e inglese

Luigi Ottani, Pierluigi Senatore
e altri

editore: Edizioni Artestampa

pagine: 224

A 20 anni dal disastro nucleare di Chernobyl, circa 7 milioni di persone sono ancora esposte al rischio contaminazione. La centrale nel 2000 è stata chiusa, ma rimane una bomba ad orologeria per l'intera umanità."Chernobyl e' una parola che vorremmo cancellare dalla nostra memoria, ma questo sogno ci e' precluso" (Kofi Annan, segretario generale O.N.U.)
28,00 25,20

Rapporto sulle energie rinnovabili 2004

a cura di Legambiente

editore: CARSA

pagine: 232

19,00 17,10

Marea negra. Diario di bordo

a cura di Legambiente,

editore: Besa

pagine: 54

Dopo l'affondamento della petroliera Prestige nei pressi delle coste galiziane sul finire del 2002 centinaia di volontari provenienti da tutta Europa si prodigarono per tentare di limitare i danni provocati alla fauna e alla flora delle coste. La "marea negra" ha devastato la Galizia, un habitat unico per il suo valore naturalistico, importante per i flussi migratori degli animali e per la ricchezza dei fondali, mettendo in ginocchio un'economia che aveva nel mare la sua principale fonte di reddito. Questo volume racconta l'esperienza diretta di alcuni volontari di Legambiente della sede di Tricase, in provincia di Lecce.
10,00 8,50

Ecomafia 2013. Le storie e i numeri della criminalità ambientale

a cura di Osservatorio Ambiente e Legalità, Legambiente

editore: Edizioni Ambiente

pagine: 457

Dal 1993, ogni anno, il rapporto Ecomafia racconta i numeri e le storie della criminalità ambientale. Se qualcuno provasse ad affiancare i volumi, si accorgerebbe che, dalla prima edizione, il loro spessore è cresciuto costantemente. Da un lato, questo aumento testimonia che l'azione delle forze dell'ordine si è intensificata, diventando sempre più puntuale nel contrastare i crimini contro l'ambiente. Dall'altro, è indice del fatto che gli ecocriminali si sono fatti via via più numerosi e agguerriti. I reati ambientali sono molto redditizi, e prevedono, nel caso vengano scoperti, pene assai lievi. In più, la crisi che stiamo attraversando è un potente incentivo a calpestare le regole più elementari e a barare a più non posso. Perciò, ancora una volta, il rapporto Ecomafia ci restituisce l'immagine di un paese nel quale le attività degli ecocriminali continuano a registrare il segno più, a prescindere che si tratti di smaltire illegalmente rifiuti tossici, di costruire interi quartieri abusivi, con manodopera in nero che impasta cemento scadente, di truffare i consumatori spacciando intrugli velenosi per commestibili... E se qualcuno si illude che comunque a lui non succederà niente, forse dovrebbe considerare i costi per la collettività dei reati contro l'ambiente: è difficile immaginare che chi costruisce una villa abusiva si metta poi a pagare l'Imu e le altre imposte.
25,00 21,25

Ecomafia 2012. Le storie e i numeri della criminalità ambientale

a cura di Osservatorio Ambiente e Legalità, Legambiente

editore: Edizioni Ambiente

pagine: 457

Fin dalla sua prima edizione, il rapporto Ecomafia è diventato uno strumento di lavoro fondamentale per la magistratura e le forze dell'ordine. In seguito, è stato citato in trasmissioni televisive e dai giornali e ha ispirato movimenti popolari, scrittori e intellettuali. È insomma ormai chiaro che per parlare o scrivere di crimini ambientali non si può prescindere da questo volume, che documenta nel minimo dettaglio l'evolversi delle attività dei clan che imperversano nel nostro paese, in settori che vanno dall'abusivismo edilizio ai traffici di rifiuti, dalle energie pulite all'agromafia, dagli abusi sugli animali all'archeomafia. L'edizione di quest'anno dedica un focus particolare alle infiltrazioni della 'ndrangheta al Nord, dove in tanti hanno già iniziato a banchettare alla grande torta dell'Expo 2015. Il rapporto Ecomafia fa nomi e cognomi, e indica i luoghi in cui operano i criminali e i costi che le loro attività impongono a ciascuno di noi. Costi sanitari, ma anche costi legati al lavoro nero e all'evasione, e sovracosti legati alla cattiva qualità di interventi sul territorio e nell'edilizia.
24,00 20,40

Ecomafia 2011. Le storie e i numeri della criminalità ambientale

a cura di Osservatorio Ambiente e Legalità, Legambiente

editore: Edizioni Ambiente

pagine: 426

Anche nel 2010 gli ecomafiosi hanno sversato tonnellate di veleni in terreni un tempo fertili o nei cantieri di quelli che avrebbero potuto essere quartieri modello, e che si sono trasformati in incubi per chi li abita. Quando non è possibile seppellirli, gli si dà fuoco, magari usando come base per la pira pneumatici smaltiti illegalmente: nella "Terra dei fuochi" in Campania non si arretra nemmeno di fronte alle nuvole di diossina. L'edizione 2011 del rapporto Ecomafia conferma come la seconda area di business per le ecomafie sia il cemento. E poco importa se dopo un temporale interi quartieri vengono sommersi da colate di fango: l'importante è costruire e guadagnare in fretta, risparmiando anche sulla qualità del cemento e sulla sicurezza degli operai. L'attività degli ecomafiosi è sempre più proiettata su una dimensione globale, con Cina e Africa in cima alla lista dei paesi in cui vengono smaltiti rifiuti di ogni tipo, con una preferenza per quelli tecnologici. Si è estesa anche al comparto delle energie da fonti rinnovabili, dimostrando che le organizzazioni criminali esercitano un controllo capillare sul territorio, e non si lasciano sfuggire nessuna occasione di guadagno. Sta di fatto che le ecomafie italiane non conoscono crisi, e i loro guadagni crescono di anno in anno, spaziando con disinvoltura, oltre che nei rifiuti, nel ciclo del cemento, nel racket degli animali, nei beni archeologici, negli incendi. Introduzione di Pietro Grasso.
24,00 20,40

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